In Italia, un piccolo su mille nasce sordo profondo. Ai bambini sordi congeniti si aggiungono quelli che acquisiscono la sordità prima dei tre anni di vita (1%) e tra i 4 e i 12 anni (2%). Nel 90% dei casi, i bambini sordi hanno genitori udenti. La condizione di sordocecità riguarda 189.000 persone (lo 0,3% della popolazione italiana), di cui il 12,1% si colloca nella fascia di età 0-64 anni.

Le perdite di udito non hanno tutte la stessa gravità; infatti vengono classificate a seconda della soglia uditiva:

– lievi (25-40 dB)
– medie (40-60 dB)
– gravi (60-90 dB)-profonde (oltre i 90 dB).

I metodi più utilizzati in quest’ambito in studio sono l’Auditory-Verbal Therapy, il Drežančić, il Prompt. Tutti questi metodi richiedono una formazione specifica e vengono utilizzati in base all’entità e alle caratteristiche della problematica.

L’ipovisione è una condizione di marcata e permanente riduzione della funzione visiva che limita l’autonomia dell’individuo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un soggetto è ipovedente quando vede in misura compresa tra 1/20 e 3/10.

Un soggetto è, invece, cieco quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è pari o inferiore a 1/20. Che cosa vuol dire avere un visus pari a 3/10? Semplicemente che quella persona legge a 3 metri di distanza caratteri che l’individuo normale riconosce a 10 metri. Cosa significa avere un visus di 1/20? Che si riescono a leggere a un metro di distanza le lettere che una persona con una buona vista leggerebbe a 20 metri.

L’ipovisione può presentarsi come condizione isolata oppure inserita in contesti clinici complessi.

Lo studio quindi effettua dei percorsi specifici individualizzati in base alla natura del deficit (sordità, cecità, sordocecità, deficit sensoriale associato ad altra disabilità) e in base alla gravità dello stesso. Nello studio è presente molto materiale multisensoriale, materiale ad alto contrasto, materiale sonoro, materiale luminoso con sensore acustico. Altro materiale viene creato appositamente per il b.no.

L’ambiente stesso utilizzato per questi bambini viene reso multisensoriale da luci e oggetti spirati alla snoezelen room.

Nei bambini con pluridisabilità sensoriali si effettuano valutazioni e terapie riguardanti la comunicazione, la deglutizione (soprattutto in b.ni con sindrome di Charge e altre sindromi), il linguaggio e l’apprendimento.